
Per i nostri residenti, la fisarmonica è uno degli strumenti più affascinanti della loro gioventù perché non la considerano solo capace di fare musica ma, soprattutto, di evocare ricordi; così associata al passato da connettersi alle proprie radici culturali. Il suono della fisarmonica fa riaffiorare nella memoria quella musica diffusa nelle feste da ballo che si svolgevano nei cortili delle cascine o durante le sagre paesane e che allietavano, con un po’ di leggerezza, le giornate faticose delle campagne rurali.
Oggigiorno questa cultura musicale sembra essersi perduta nel tempo, ma c’è ancora qualcuno, come il nostro amico Bruno, che crede nei poteri curativi della musica.
Infatti, nella mattinata di mercoledì 17 Settembre è stato come tornare indietro negli anni e rivivere i momenti di festa che, alternati al duro lavoro nei campi, si svolgevano nelle nostre campagne. I nostri residenti non sono rimasti solo a guardare e ad ascoltare, anzi! Per creare un’atmosfera distensiva Bruno ha iniziato il suo repertorio suonando e cantando l’ “Ave Maria “ di Schubert; poi la sala si è riscaldata quando le note di “Piemontesina” , “Romagna mia”, “Bandiera gialla” ed “Io vagabondo” hanno iniziato a diffondersi e, dove, non sono mancati i cori delle voci degli anziani presenti che hanno accompagnato la voce di Bruno e della sua fisarmonica. Qualcuno, entusiasta del clima di festa che si è venuto a creare, si è messo anche a ballare, per chi invece non poteva alzarsi, c’erano le loro braccia e gambe che sinuose, incuranti delle limitazioni, si alzavano e si muovevano invitando tutta l’assemblea a fare lo stesso! C’è stato anche un momento speciale in cui abbiamo cantato gli auguri di compleanno ad alcuni festeggiati del mese. E non sono mancate le sorprese, anche alcuni colleghi si sono cimentati in danze, al centro della sala, ricevendo applausi e sorrisi! Al termine una signora mi ha confidato che anche lei, per tanti anni, ha suonato la fisarmonica e quindi oggi osservava attentamente quella di Bruno per riuscire a ricordare quando la imbracciava lei.
La musica è una medicina molto rara perché mentre si suona non si pensa più a niente. Musica che può essere salvezza dell’animo e rendere leggeri i corpi; musica come ricordo capace di trasportarci indietro nel tempo e per questo capace di emozionare sempre.
A cura del Servizio Educativo di Casa Maran