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Quando nel corso di una riunione di reparto mi sono sentito proporre dagli operatori l’idea di una gita a Padova dei nostri Ospiti con il “Puffetto”, pensavo inizialmente si trattasse di una battuta, simpatica e “creativa”, ma pur sempre una battuta. Invece facevano sul serio. L’idea era quella di usare quel simpatico trenino azzurro, con cui ero solito vedere a bordo i turisti delle nostre Terme Euganee, per una causa – se posso permettermi – ancora più nobile. Portare in gita gli anziani di Casa Maran a Padova, e più precisamente in pieno centro, al Santo.

Ed ecco che da un’idea, che definirei rispettosamente un po’ “pazzerella”, ha preso vita un evento non solo particolare, ma aggiungerei memorabile. Il personale del nostro Piano Terra, una volta ottenuto il nulla osta istituzionale (ed i permessi di transito dalle competenti autorità comunali di Villafranca e di Padova, molto disponibili), non ha perso tempo: ha progettato le modalità di salita e discesa degli Ospiti, la loro disposizione sui vagoni e quant’altro fosse necessario per viaggiare in totale comfort e sicurezza. Hanno partecipato tutti gli Ospiti del reparto per i quali il trenino era accessibile e l’invito è stato esteso anche ai loro familiari.

Venerdì 12 settembre, nel primo pomeriggio, il Puffetto ha varcato il cancello di Casa Maran. Alla prima “stazione” (l’uscita dal reparto) sono saliti gli Ospiti e si sono accomodati sul trenino, affiancati dal personale. Alla seconda stazione (il portone di entrata) sono saliti invece i familiari, completando così l’allegra comitiva. Il dottor Alberto, nostro apprezzato medico di medicina generale, che stava assistendo alla scena, era convinto che il trenino facesse solo qualche giretto entro il perimetro della struttura (un circuito in effetti abbastanza ampio e chiuso). È rimasto invece (piacevolmente) sorpreso nel constatare che il Puffetto, dopo effettivamente un giro tutto interno di “assestamento”, prendeva improvvisamente la via dell’uscita, imboccando arditamente via Balla e scomparendo dalla nostra vista in direzione Padova, accompagnato dal suo tipico scampanellio e dai canti festosi dei passeggeri.

Una volta giunti alla “stazione” di Prato della Valle, è avvenuta la discesa dei partecipanti, che poi si sono incamminati (naturalmente con le loro carrozzine) verso Piazza del Santo, dove sono stati accolti in Basilica da un frate-guida molto competente e disponibile, che li ha coinvolti ed aiutati a riscoprire quel luogo Sacro, pieno di ricordi per tutti loro.

La gita ha previsto infine un momento di ristoro, prima del rientro a Casa. L’orario e la temperatura erano “giusti giusti” per un buon gelato, consumato da tutti con vivo piacere e sincera allegria, dopodiché il Puffetto ha preso la via del ritorno.

Si è trattato di un evento davvero particolare, carico di emozioni per tutti, per gli Ospiti, per i familiari e anche per i nostri operatori, i quali – ci tengo a precisarlo – hanno partecipato tutti a titolo volontario. Un ringraziamento va naturalmente anche a chi del personale non ha potuto accompagnare i colleghi, perché impegnato a garantire il servizio in reparto per coloro che, purtroppo, erano impossibilitati ad accedere al mezzo.

Questa breve gita è stata una sorta di esperimento-pilota per programmare altre esperienze di questo tipo, sia nuovamente con il Puffetto (per gli Ospiti degli altri reparti che possono fisicamente accedervi), sia utilizzando mezzi che possano caricare piccoli gruppi di persone in carrozzina.

Mi piace condividere i messaggi di alcuni familiari che hanno espresso il loro vivo apprezzamento per l’evento:

“Buongiorno Chiara (coordinatrice del reparto, N.d.R.), sinceri complimenti a Lei e a Tutti per la perfetta riuscita dell’iniziativa, che si è svolta in un clima di festa e partecipazione. Siete persone ammirevoli per l’empatia che manifestate nei confronti di Ospiti disagiati. Un caloroso ringraziamento a Voi che donate serenità anche a noi familiari” (Giuliana, figlia di un’Ospite)

“Grazie infinite ancora per la bellissima e coraggiosa esperienza! Un regalo immenso che resterà impresso a tutti, ospiti e familiari. Grazie per la vostra umanità, disponibilità, gentilezza e sensibilità (Chiara, figlia di un’Ospite)

“Avete regalato alle nostre “care”, e a noi con loro, un pomeriggio che profuma di “miracolo”, avendo reso possibile “l’impossibile” grazie al vostro offrire il servizio necessario, con serenità, grande e bella disponibilità ed encomiabile gratuità. Alle ospiti presenti avete riservato attenzioni e cure personalizzate, perché ciascuna di loro fosse e si sentisse a proprio agio, nella gioia più grande e bella possibile. Grazie infinite davvero con tutto il cuore! Il Signore, che ha scritto tutto nel libro della vita, vi accompagni ogni giorno con la Sua benedizione! Con stima grande e affettuosa, assieme a mia sorella, Vi abbraccio ciascuna/o personalmente”. (Suor Luisa Amabile, sorella di un’Ospite)

 

Anche il personale che ha partecipato alla gita ha voluto esprimere un suo pensiero, che rappresenta a pieno lo spirito di chi opera a Casa Maran, del tutto fedele alla sua mission:

“Gli ospiti non sono solo persone, ma sono le ‘nostre persone’, parte della nostra famiglia, con le quali condividiamo momenti, emozioni, ricordi, come quelli del Puffetto” (Federico)

“Il nostro lavoro è fatto di mani che aiutano, ma soprattutto di cuori che ascoltano e si donano partecipando alle attività proposte con la massima disponibilità” (Chiara)

“La felicità degli Ospiti, i loro occhi che brillavano durante l’uscita con il Puffetto sono la vera ricompensa che dà senso a tutto ciò che facciamo”. (Lara)

“Dietro ogni gesto c’è fatica, certo, ma anche la gioia di sapere che stiamo facendo la differenza nella vita di qualcuno”. (Angela)

“Non lavoriamo mai da soli, è il lavoro di squadra che rende possibile ogni progetto, ogni sorriso, ogni momento di festa”. (Michela)

“Non offriamo solo attività, ma regaliamo momenti di leggerezza e di vita”. (Lorenza)

“La stanchezza svanisce di fronte ad un abbraccio, ad un grazie, ad un volto sereno di un famigliare che ci fa capire che stiamo lavorando bene” (Paolina).

 

Emilio Franceschina – Direttore di Casa don Luigi Maran