
Con il via ufficiale dei giochi olimpici in questi giorni di febbraio, anche Casa Don Luigi Maran è diventata “sede” di sfida grazie al numeroso gruppo “Mani in Pasta” –giovani e adulti di Azione Cattolica delle Parrocchie di Taggì di Sotto e di Taggì di Sopra- che sabato 7 febbraio hanno acceso con noi una simbolica fiamma olimpica e sono sfilati nella grande Sala Polivalente sulle note dell’Inno nazionale: inutile dire la vibrante commozione di anziani suore e laici, coinvolti da questa ondata gioiosa!
La Sala, con il contributo del Servizio Educativo di Casa Maran, era stata organizzata in cinque stand in cui si sono alternati dei giochi inclusivi, in cui mettersi alla prova con allegria, soprattutto nel lancio di palline a canestro, nel buttare giù una piramide di barattoli di plastica, nel gioco delle carte. Altri giochi collaborativi prevedevano l’uso del paracadute in cui fare attenzione a non far cadere il pallone o nel passarsi la palla esercitandosi a vivere la dimensione della squadra. E’ stata una mattinata umanamente molto ricca, in cui non è mancato lo spazio ai ricordi, dato che alcune suore sono state maestra o catechiste dei ragazzi volontari del gruppo “Mani in pasta” che hanno permesso così di ringraziare perché nulla di quello che si dona si perde, ma ritorna, moltiplicato, a posteriori.

Di seguito una testimonianza di Michela M. del Gruppo “Mani in pasta”.
È stata una mattina intensa e ricca di emozioni e sorrisi quella vissuta il 7 febbraio 2026 dal gruppo Azione Cattolica adulti – Mani in pasta –della parrocchia di Taggì di Sopra, insieme ad alcuni educatori di Casa Maran che hanno organizzato una mattina di giochi presso la loro casa di riposo.
È stato bello vedere la gioia sui volti degli ospiti, desiderosi di giocare, divertirsi e parlare, e ascoltare, al termine dell’incontro, le loro testimonianze per conoscerli un po’ meglio.
Non meno significativo è stato l’entusiasmo degli operatori e dei volontari abituali, felici nel vedere i propri ospiti coinvolti e sorridenti.
La casa di riposo si è rivelata un ambiente accogliente sotto ogni punto di vista: non solo per gli spazi, ma soprattutto per il calore umano che si respira al suo interno, un luogo dove la cura passa anche attraverso la relazione, l’ascolto e la condivisione.
Per noi volontari è stata un’esperienza preziosa, che conferma quanto piccoli gesti possano generare grande felicità. Un’esperienza sicuramente da ripetere, magari la prossima volta in versione canora.
A cura del Servizio Educativo di Casa don Luigi Maran